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Tutto iniziò
nel distretto del Bronx nel 1973, quando il
mitico dj Kool Herc propose una performance gestita
con due copie dello stesso disco, giocando con l’effetto
scratching.
Nel 1975 si erano già formati gli Africa Bambaata,
sulla scena anche Grand-master Flash, il mitico Kool,
e i piatti continuavano a girare vorticosamente producendo quel
suono ritmato e cadenzato che si prestava ad improvvisazioni
vocali (freestyle) e ad un nuovo tipo di ballo,
la break dance.
Nel 1979 venne pubblicato il disco che sancì ufficialmente
la nascita del Rap e di un genere che rivoluzionerà
il mondo musicale, si trattava di Rapper’s Delight
dei celebri Sugarhill Gang.
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Presto il grido di
rabbia del Bronx urlato con il RAP conquistò tutta l’America,
diventando un fatto di costume in tutto il mondo: Run-DMC,
EPDM, Chuck D, LL Cool J, KRS-1, Beastie Boys, Pubblic Enemy
cantavano le liriche cattive che salivano dal ghetto. Pochi
anni più tardi iniziarono ad alzarsi le voci dei gangsta
rap della West Coast (in particolare NWA e Snoop
Doggy Dog nella foto a sinistra), i loro testi erano volgari
e istigavano alla violenza, la presa che ebbero sul pubblico
fu eccezionale e presto il fenomeno gangsta
si estese preoccupantemente.
Verso la fine del 1996 iniziarono i diverbi tra i santoni dell’Hip
Hop Tupac Shakur (nella foto in basso a destra)
e Biggie Small, rispettivamente East e West
Coast, che terminarono con la morte violenta di entrambi nel
giro di pochi mesi. Si Scatenanò una pericolosa guerra
tra bande che si concluse con l’arresto dei maggiori
rappresentanti di entrambi i clan.
Il grido che era partito dal ghetto con i Pubblic Enemy è
diventato ora una colossale operazione commerciale
e gli attuali rappresentanti dell’Hip-Hop sembrano più
registratori di cassa che leader del movimento nero. Adesso
il Rap contamina tutti i generi musicali, dal pop al rock, e
sembra essere in continua mutazione, continuando a riscuotere
successo in tutto il mondo; non è più la musica
esclusiva dei ghettos neri ma rimane ancora rabbiosa nei testi,
che siano di Eminem, di Puff Daddy
(ora P.Diddy) o di Busta Rhymes. |
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uno sguardo più attento alla cultura rap, consigliamo il sito internet
www.daveyd.com, ed il magazine The Source,
oltre naturalmente alla sezione MUSIC di Time Out, del Village Voice e di
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