National Underwear Day: New York resta in mutande

 

La città dei record tenta di infrangerne un altro, e questa volta è tra i grattacieli di Times Square che trova il suo sfondo ideale. Poco male se alla fine si è trattato solo di un tentativo: è (anche) l’intenzione che conta. E quella dichiarata fin dal principio da questo “National Underwear Day” è stata, per certi versi, persino nobile: far crollare i tabù, rifuggire le regole comportamentali, distendere le convenzioni.

Già nel 2002, il No Pants Subway Ride in metropolitana (a cui proprio New York diede i natali, salvo poi trasformarsi in un fenomeno sempre più espanso e massificato) aveva rappresentato un’inaspettata anteprima. Ma ora siamo davvero, in un certo senso, alla fase piena, al completamento del quadro.

Lunedì 5 agosto, circa un migliaio di persone in intimo – almeno stando agli ultimi dati – ha sfilato per le strade a tempo di musica. Ben poca cosa rispetto al primato imbattuto, è vero (la Salt Lake City del 2011 ne contava poco meno di 2.300), ma il risultato è stato comunque apprezzabile e variopinto.

E se poi alla fine vogliamo ricercare il record a tutti i costi, possiamo sempre provare a cambiare prospettiva: di certo il dress code sarà stato il più breve della storia.

Lascia un commento