- 30 gennaio, 2012
Per qualcuno è una musicista di classe, un po’ ribelle, che si diverte a plasmare partiture e ritornelli vagamente pop confezionandoli in uno stile a metà tra il retrò favolistico dei primi Goldfrapp e le reminescenze indie di Cat Power; per altri, è semplicemente il risultato di un’operazione di marketing sottile e machiavellica, che ama celarsi dietro la più confortevole definizione di “fenomeno-nato-casualmente-da-youtube”.
Quel che è certo è che il nome di Lana Del Rey, al secolo Elizabeth Grant, newyorkese classe 1986, sta rimbalzando da qualche tempo ai quattro angoli dell’etere cibernetico, infiltrandosi silenziosamente tra una copertina patinata e un’esibizione esclusiva in diretta TV.
I malpensanti potrebbero perfino sostenere che di lei è l’aspetto, l’unica cosa a colpire. E in effetti, da buon prodottino di marketing quale è, la Del Rey non lesina su abitini di scena costruiti ad hoc, ed anzi li rende funzionali a quell’ immagine, neanche troppo originale, di lolita/pin-up edulcorata che, prima di lei, ha fatto la fortuna della britannica meteora Duffy, con cui forse condivide anche certe venature new soul.
A pochi giorni dall’uscita del suo primo lavoro su scala mondiale, Born To Die (disponibile da domani in tutti i negozi di dischi), c’era già chi parlava di plagio per Video Games, il singolo apripista, e i più maliziosi la vogliono come già artisticamente finita ancora prima del decollo ufficiale. E di certo non aiutano le critiche spietate ad alcune sue esibizioni: come quella dell’ attrice Juliette Lewis, che ha paragonato la sua ultima performance al Saturday Night Live a quella di una ” ragazzina di 12 anni che finge di esibirsi nella sua cameretta”.
D’altro canto, però, ” there’s only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about“. Lo diceva Oscar Wilde. E noi, forse, un po’ ci crediamo.









3 Risposte
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ci credo che Juliette Lewis le è andata addosso, le fa un po’ il verso ! eh eh
…solo poche parole… semplicemente rilassante e piacevole per tutti i sensi…!
L’album è piacevole, staremo a vedere..